martedì, 13 ottobre 2009
Nicola Marrazzo ha inviato un messaggio ai membri di A voce ... alta. Facebook
 
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Oggetto: II Appuntamento domani ore 18,40 Televomero
 
Si rinnova l'appuntamento settimanale A Voce … alta, uno spazio autogestito voluto per dar voce a chi non l’ha, alla politica attiva, quella di impegni sociali, di progetti, che non si perde nelle inutili polemiche "da bar".
Questa settimana affrontatae due  tematiche particolarmente attuali e che destano  forte preoccupazione: precarietà scolastica e sanitaria.
Per quel concerne il primo caso, grazie alla riforma Gelmini, quest'anno l'Italia ha raggiunto un record di cui essere affatto orgogliosi, c'è stato il più grande licenziamento della storia della nostra Nazione,  "restaranno a casa"  circa ventiseimila persone.
Si è detto che la scuola non può essere immaginata ed amministrata come una azienda, questa nazione deve concorrere alla formazione delle nuove generazioni. L'ITALIA, invero, dovrebbe investire nella conoscenza, oggi più che mai, se vuole inserirsi pienamente in una realtà come quella occidentale, dove il progresso della cultura è la base per costruire un futuro diverso.
È emerso dalla discussione, infatti, che nessuna delle nostre Università non compare neanche tra le prime cento. I tagli alla scuola, in questo contesto, rappresentano  una scelta  sprovveduta di un governo che dimostra di non avere alcun interesse alla crescita dei suoi cittadini, la conoscenza genera confronto e questo spaventa chi cerca di monopolizzare il sapere.
Per noi la Regione ha cercato di sopperire a questa emergenza, stanziando fondi in maniera da poter arginare la frana che il Governo ha causato, ma è chiaro che la soluzione non può che essere momentanea, l'intervento deve nascere a monte e non a valle.
Ma un’altra precarietà insiste ed è quella nell'ambito sanitario.  La  modalità di inserimento degli o.s.s. (operatori socio sanitari), è per Idv una priorità ed è per questo che ci si è confrontati spesso con la problematica in esame, ascoltando i diretti interessati, cercando anche di mediare, laddove ciò è possibile.
Alla trasmissione, oltre all’amico conduttore Norberto Gallo, anche il segretario regionale campano della  Fials Massimo Trucco, per un confronto a più voci.
Il quadro che ne scaturisce, per Massimo Trucco, ancora una volta, è quello di una sanità compromessa da dinamiche politiche. Per il sindacato autonomo  bisogna riorganizzare l'intero comparto, guardare le esigenze del cittadino e difendere chi lavora,  con spirito di abnegazione.
L’obiettivo è quello di rendere questo programma, una trasmissione fatta per il cittadino a cui rinnoviamo l'invito a partecipare attivamente attraverso la proposizione di nuove  tematiche a cui risponderemo "a voce....alta" !!
Nicola Marrazzo.
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categoria:politica
domenica, 04 ottobre 2009
scudo fiscale

Con la fima del Nostro Presidente della Repubblica tutto e finito la legge e legge i giochi sono fatti ormai...............
Il ritorno dello scudo fiscale 3. Come il se­quel di un film di successo, il con­dono fiscale per i capitali nascosti all’estero, dopo le fortunate edi­zioni del 2001 e del 2002, conoscerà un terzo episodio quest’anno. Il provvedimento ha ottenuto il via li­bera con il voto di fiducia alla Ca­mera sul decreto anticrisi, e sarà fruibile da subito. Non appena terminate le vacanze estive. Così, grazie alla premiata ditta Berlusconi & Tremonti, da settembre e fino ad apri­le 2010 chi ha esportato illegalmente at­tività finanziarie o patrimoniali in un paradiso fiscale all’estero potrà av­viare le pratiche per il rimpatrio e far pace con lo Stato, pagando non più del 5% del capitale occultato. Sin dai primi passi, come era prevedi­bile, il ritorno dello scudo 3 ha sollevato critiche e alimentato polemiche. Tra le ac­cuse mosse al governo, quella di a­ver concepito l’ennesimo condono a favore di chi si sottrae ai doveri fi­scali, di concedere il perdono tri­butario infliggendo agli evasori una penitenza tutto sommato lieve, ma soprattutto di contribuire ad ali­mentare il sospetto che in Italia chi fa il furbo, alla fine, la fa sem­pre franca. L'unico argomento che si può accettare di questa terza edizione dello scudo è solo quello inerente una certa utilità economica. Ipotizzando, come viene fatto infor­malmente, il rientro in patria di u­na somma tra i 50 e i 100 miliardi di euro (sui 550 miliardi che si stima­no nascosti), l’erario incasserebbe tra i 2,5 e i 5 miliardi di euro. Che in tempi di crisi sono oro colato per le asfittiche casse pubbliche, consi­derate le difficoltà nel reperire ri­sorse per la ricostruzione dell’A­bruzzo o il finanziamento degli interventi di politica sociale. Se il fine può, in una certa misura, giustificare il mezzo, i contorni di un tale provvedimento non sempre ne definiscono la sua cifra di equità. La sanzione prevista dallo scudo 3 può arrivare, se tutto va bene, al 5% delle somme rim­patriate: è il doppio del 2,5% delle due precedenti edizioni, ma pur sempre una cauzione leggera per gli habitué del turismo dei capitali. Negli altri Paesi, interessati a favo­rire l’emersione spontanea di capi­tali (lo ha rimarcato il governatore di Bankitalia Mario Draghi), chi ri­porta in patria la ricchezza nasco­sta è chiamato a pagare tutto il do­vuto con gli interessi, senza la co­pertura dell’anonimato garantita in Italia, mentre il premio non con­siste certamente nella protezione del tesoro quanto nel risparmio della sanzio­ne penale. Lo scudo made in Italy, nella sua lie­vità rispettosa, rischia di promuo­vere la sensazione di una legalità fluida, quasi un’ammissione di de­bolezza da parte dello Stato verso chi si fa beffe della sua macchina fiscale. U­na diluizione del rispetto dovuta an­che alla ripetitività dei provvedi­menti di condono. Per tali ragioni, la condizione necessaria al ritorno dello scudo impone che sia il prelu­dio a una nuova stagione di certez­za e di severità fiscale. Soprattutto che sia l’ultimo. L’atto finale della trilogia, non l’ennesima puntata di una fiction vergognosa.
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categoria:politica
giovedì, 01 ottobre 2009
3 scudo fiscaleLa presentazione e il voto al 3° Scudo Fiscale del Governo Berlusconi da parte del Ministro dell'Economia e Finanze Giulio Tremonti
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Dopo le anticipazioni di Repubblica sulla bozza di articolato intitolata "Emersione di attività detenute all'estero" - preparata dagli uffici del ministero dell'Economia, e attualmente sul tavolo di molti esperti e operatori - le opposizioni sparano a zero. Palazzo Chigi e via Venti Settembre, invece, negano: "False notizie", dice il Tesoro; "destituite di fondamento", aggiunge la Presidenza del Consiglio. Ma all'interno della maggioranza è in atto un confronto sotterraneo sull'opportunità di contemplare nel provvedimento anche una sanatoria di reati come il falso in bilancio e la bancarotta. Decisiva, in questo senso, la settimana che inizia oggi.
I sette articoli dell'emendamento destinato ad atterrare per via Parlamentare sul decreto anti-crisi, elaborati con il contributo dell'Agenzia delle Entrate, descrivono chiaramente il piano allestito, a tutt'oggi, da governo e maggioranza: due aliquote, fondi pro-Abruzzo, "esclusione di punibilità" per una serie di reati fiscali, valutari, societari e fallimentari. Anche la "Bozza di Relazione di accompagnamento" al provvedimento, tre pagine che oggi Repubblica può aggiungere ai documenti rivelati ieri, conferma le intenzioni di governo e maggioranza: "L'articolo 5 - dice la bozza di Relazione - regola gli effetti del rimpatrio. Il rimpatrio produce, nei limiti degli importi indicati nella dichiarazione riservata, la preclusione di ogni accertamento tributario e contributivo per i periodi d'imposta in corso fino al 31 dicembre 2007, per i quali non è ancora decorso il termine per l'azione di accertamento. Inoltre estingue le sanzioni amministrative e previdenziali ed opera come causa di non punibilità per i reati indicati nella lettera c)". Di quali reati parla la lettera c)? Ecco cosa dice il testo dell'emendamento: si esclude la punibilità "per i reati tributari di cui agli articoli 2,3,4,5,8,9,10, e 11 del decreto legislativo del 10 marzo 200, n.74; per i reati previsti dagli articoli 482,483,484,485,489,490,491-bis e 492 del codice penale, nonché i reati previsti dagli articoli 2621,2622,2626,2627,2628,2629,2632,2634,2635 del Codice civile e degli articoli 216,217,218,219,220,221,222, 223,224,225 e 226 della legge fallimentare". Codice alla mano, vale a dire tra l'altro falso in bilancio e bancarotta.
Le indiscrezioni sulla bozza hanno provocato la rivolta delle opposizioni. "Tutti sanno che si sta lavorando a una sanatoria che nessun paese europeo concepirebbe neppure lontanamente", ha detto Pierluigi Bersani del Pd aggiungendo che "su questa strada si distrugge un paese, sia economicamente sia civilmente. Spero solo - ha concluso - che il comune senso del pudore trattenga il governo dal fare dei terremotati d'Abruzzo lo scudo umano dello scudo fiscale". Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ieri ha dedicato all'argomento un lungo articolo sul suo blog, intitolato "Riciclaggio di Stato": "E' in arrivo una nuova "legge porcata" - scrive Di Pietro - ammantata anche questa volta da un velo di umanità (come avvenne in occasione dell'indulto, formalmente per sovraffollamento delle carceri, in verità per evitarlo ai soliti noti). Ora la nuova porcata viene giustificata con la necessità di trovare i fondi per la ricostruzione dell'Abruzzo". "Riciclaggio di Stato - aggiunge Di Pietro - perché l'unico denaro depositato all'estero che finora non poteva e non può essere fatto rientrare in Italia è quello di provenienza illecita. Si avvantaggerebbero non solo mafiosi, camorristi e potenti della 'ndrangheta, ma anche i tanti furbetti del quartierino".
 

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categoria:politica, riflessioni
martedì, 29 settembre 2009
'Il 25 settembre 2001 il governo Berlusconi vara il decreto del ministro dell'Economia Giulio Tremonti numero 350 sul rientro dei capitali detenuti all'estero: quelli illegalmente esportati, ma spesso anche illegalmente accumulati. Dietro la definizione di "scudo fiscale" si cela una realtà preoccupante. Chiunque vorrà rimpatriare i capitali parcheggiati oltre frontiera potrà farlo, depositandoli presso una banca italiana, che funge anche da "mediatore": cioè trattiene, per conto dello Stato, una modica cassa del 2,5 per cento e rilascia al cliente una "dichiarazione riservata" di ricevuta. Ma la novità più ghiotta è l'assoluto anonimato garantito a chi compie l'operazione: un regalo che non ha precedenti nella storia delle decine di provvedimenti di condono e amnistia che costellano la storia d'Italia del dopoguerra. Questo "monumento all'evasore ignoto", come lo definisce il senatore Zancan, preoccupa non poco la magistratura, che vede spalancarsi praterie incontrastate per il lavaggio - ormai legalizzato - del denaro sporco. Il procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, parla esplicitamente di "riciclaggio di Stato" e di "ricettazione istituzionalizzata":
'Chiunque abbia accumulato denaro attraverso non solo l'evasione fiscale, ma anche il traffico di droga, di armi, di esseri umani, il sequestro di persona e cosi via, e fino a ieri lo teneva nascosto non potendo giustificarne il possesso, potrà ora riportarlo alla luce, pagando appena il 2,5 per cento, e spenderlo o investirlo come meglio crede. Lo Stato gli garantisce un riciclaggio a prezzi modici e in forma anonima. Il riciclatore ottiene anche una dichiarazione riservata, da esibire in caso di controlli della Guardia di finanza. Ma la nuova legge è anche un formidabile condono fiscale mascherato, e a prezzi stracciati: non vedo cosa potrà impedire a qualsiasi evasore italiano di portarsi all'estero il nero, depositarlo su un conto qualsiasi, e farlo rientrare il giorno dopo con tanto di dichiarazione riservata e pagando il suo bravo 2,5 per cento, anzichè le aliquote previste per i comuni cittadini, che per certe cifre arrivano anche al 50 per cento. Qualsiasi delinquente potrà trasferire all'estero il suo bottino e poi farlo virtuosamente rientrare, pagando una modica somma e liceizzandolo ipso facto. Ma la cosa più grave è che si rischia di innescare un circuito criminogeno. Evasori e altri delinquenti approfitteranno dell'occasione per rifarsi una verginità fiscale e sociale; e subito dopo cominceranno a darsi da fare per evadere e delinquere con rinnovato entusiasmo. In attesa di un nuovo scudo.'
Il governo e la maggioranza giustificano lo "scudo fiscale" con la necessità di "far riemergere il sommerso" e al contempo "riportare denaro fresco in Italia" con notevoli benefici anche per l'erario. Ma alcuni osservatori fanno notare la coincidenza fra il provvedimento e uno dei processi che vedono imputato il presidente del Consiglio, accusato di aver nascosto all'estero oltre 1500 miliardi di lire. Nulla di più che una coincidenza.'
25 settembre 2009
30 settembre 2009
3° scudo fiscale Governo Berlusconi
ritornano i soldi lavati con OMO
 
postato da: BrunoFormisano alle ore 15:10 | Permalink | commenti
categoria:politica, legalita
Vday