domenica, 11 ottobre 2009
OBIETTIVI DELLA RICERCA
Misurare:
           Il livello di conoscenza dei Boscotrecasesi delle modalità di smaltimento e le fonti di informazioni utilizzate
          L’atteggiamento verso le diverse modalità di smaltimento dei rifiuti (la raccolta differenziata, i termovalorizzatori rispetto alle discariche)
           Il ruolo del cittadino e delle istituzioni rispetto alla questione dello smaltimento
 
TEMI D’ AFFRONTARE:
          IL LIVELLO DI CONOSCENZA DEI BOSCOTRECASESI SULLE MODALITA' DI SMALTIMENTO
          L’ATTEGGIAMENTO VERSO LE DIVERSE MODALITÀ DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
          RUOLO DEL CITTADINO E DELLE ISTITUZIONI RISPETTO ALLA QUESTIONE SMALTIMENTO
          LA LEGISLAZIONE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI: CONOSCENZA E ATTEGGIAMENTI DEI CITTADINI
IL LIVELLO DI CONOSCENZA DEI BOSCOTRECASESI DELLE MODALITA' DI SMALTIMENTO
           I Boscotrecasesi affermano di conoscere in generale le modalità di smaltimento rifiuti proposte, anche se relativamente al termine termovalorizzatore solo 1 Boscotrecasese su 2 dichiara di sapere bene di cosa si tratta.
           Ciò che la gente sa della questione sullo smaltimento dei rifiuti lo apprende in genere dalla televisione. Sembrano pero’ essere internet, le riviste specializzate, i convegni ad avere fornito piu’ informazioni a coloro che dichiarano di conoscere bene le 3 modalità di smaltimento dei rifiuti proposte. Mentre chi afferma di saperne poco deve le proprie conoscenze al “sentito dire” da amici o conoscenti, in misura lievemente maggiore rispetto alla media della popolazione
L’ATTEGGIAMENTO VERSO LE DIVERSE MODALITÀ DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
           1 famiglia su 2 afferma di separare sempre i rifiuti. Se a questi si aggiungono coloro che lo fanno solo qualche volta, si osserva che il 78% i Boscotrcasesi hanno effettuato almeno una volta la raccolta differenziata, indipendentemente dal tipo di rifiuto (carta, vetro, plastica, ecc…).
           In generale la maggioranza degli intervistati ha manifestato un atteggiamento abbastanza favorevole di fronte ad un raccolta differenziata controllata e ben gestita, soprattutto se quest’ultimo è messo a confronto con la discarica. Sembra inoltre che tale consenso sia più rilevabile tra quanti dichiarano di conoscerlo bene: vale a dire, la conoscenza in generale dell’impianto aumenta la propensione ad accettare un termovalorizzatore nel proprio comune. Maggiore incertezza è espressa invece rispetto agli aspetti inquinanti, segnale di un’ancora insufficiente campagna di informazione.
           Tra coloro infatti che presentano un atteggiamento positivo si osservano sia chi dichiara di conoscere bene le modalità di smaltimento, i laureati, ma anche chi effettua solo raramente la raccolta differenziata e chi e’ informato sulle problematiche ambientali da fonti di informazioni più generiche, quali quotidiani nazionali. Allo stesso modo tra i poco convinti ritroviamo sia coloro che conoscono le problematiche sullo smaltimento dei rifiuti attraverso delle fonti piu’ specializzate (riviste su tematiche ambientali, convegni, ecc…), ma anche chi non differenzia mai i rifiuti o chi non sa bene cosa sia una discarica.
RUOLO DEL CITTADINO E DELLE ISTITUZIONI RISPETTO ALLA QUESTIONE SMALTIMENTO
            I Boscotrecasesi  sostanzialmente si dividono quasi a metà tra coloro che assegnano un ruolo principale alle istituzioni nel risolvere la questione sullo smaltimento dei rifiuti e coloro che invece attribuiscono al comportamento individuale la soluzione iniziale, ma probabilmente con un effetto di “lungo periodo”, al problema.
           I Boscotrecasesi che invocano principalmente l’intervento delle istituzioni rappresentano ad ogni modo la quota piu’ rilevante (49% degli intervistati). Forse tale atteggiamento è da interpretarsi come una sorta di “delega” del problema alle istituzioni per rinuncia o disinteresse oppure semplicemente come consapevolezza che la complessità della questione necessita l’intervento di “esperti” (gestiti dalle istituzioni) che scelgano la modalità più efficace e sicura per lo smaltimento.
           Risulta interessante il fatto che tra coloro che intravedono nel comportamento dei cittadini la risposta più efficace alla questione dello smaltimento, si osservano proprio le persone che abitualmente effettuano la raccolta differenziata. Si realizza quindi un effetto a catena dove l’impegno individuale, oltre ad avvicinare la gente alla questione, la rende a sua volta piu’ consapevole del proprio ruolo e dell’utilità delle proprio comportamento. Fare la raccolta differenziata per molti non sembra un peso, ma fa parte di un “modello comportamentale” “uno stile di vita” che comprende o intende comprendere anche altre azioni personali (la riduzione dei consumi, ecc…).
LA LEGISLAZIONE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI: CONOSCENZA E ATTEGGIAMENTI DEI CITTADINI
           3 italiani su 5 affermano di non conoscere la legislazione in generale in materia ambientale e in particolare riguardo la gestione dello smaltimento dei rifiuti. Tale disinformazione è piu’ invocata da chi risiede nell’Italia centrale.
Alla domanda se sia piu’ opportuno accentuare la legislazione vigente o diminuirne la portata, la maggioranza degli intervistati ha risposto che la gestione dello smaltimento dei rifiuti dovrebbe essere regolamentata di più, attraverso ulteriori leggi. Il dato curioso e’ chi si esprime in tal senso risiede soprattutto tra coloro che dichiarano di conoscere poco o nulla sulla legislazione ambientale: forse cio’ rappresenta un segnale di richiesta di chiarezza e di informazione al riguardo

postato da: BrunoFormisano alle ore 15:43 | Permalink | commenti
categoria:igiene ambientale
sabato, 19 aprile 2008

P 1P 3

 

 QUANDO CAPITA QUALCOSA DI DIVERSO URGE UNA PAUSA DI RIFLESSIONE

Purtroppo oggi si é ricreato  di nuovo la  discarica per colpa di cittadini incivili: Ci scusiamo con il Sindaco e l’amministrazione pubblica, noi abitanti , della zona di via Ten Luigi Rossi e di via Mortai pregandovi umilmente  di ripulire per l’ennesima dico ed ultima volta, questo luogo sarà nostra cura:  intensificare nel limite del possibile da parte nostra i controlli per pervenire e denunciare gli incivili affinché si possono  dare severe punizioni nei confronti di cittadini indegni di vivere nella nostra città Garantiamo di essere costantemente accanto all'amministrazione che intensifica la lotta all’inciviltà cittadina.

postato da: BrunoFormisano alle ore 18:46 | Permalink | commenti
categoria:legalita, igiene ambientale
mercoledì, 06 febbraio 2008

Ma il Dott Federico conosce il dietro le quinte di un termovalorizzatore?……………….di Roberta Lemma………..commento all’intervista di martedì 05 febbraio 2008  sul blog www.paginevesuviane.splinder.com del capogruppo PD dott. Nello Federico

La termovalorizzazione

Il termine “termovalorizzatore” ha sostituito il termine “inceneritore” che fino a pochi anni fa contraddistingueva impianti simili; non si tratta però di una semplice licenza linguistica, ma di una ben più profonda rivoluzione tecnologica e “filosofica”. Infatti, se un “inceneritore” aveva il compito di bruciare il rifiuto per ridurre i conferimenti in discarica, un “termovalorizzatore” permette in più di produrre energia elettrica e calore utili a soddisfare il fabbisogno di numerose famiglie ed utenze.
La configurazione tipo di un impianto di termovalorizzazione prevede una sezione di stoccaggio e omogeneizzazione del rifiuto in ingresso, una sezione di combustione, una sezione di recupero energetico (generatore di vapore) e una di depurazione dei fumi.
Per garantire elevatissimi standard di affidabilità sicurezza, spesso gli impianti risultano caratterizzati dall’esercizio di più linee (comprendenti il forno, il recupero energetico e la linea fumi) in parallelo ed indipendenti tra loro.

inceneritore

Come funziona

In un impianto di termovalorizzazione la trasformazione dei rifiuti in energia passa attraverso cinque fasi successive:

  1. Stoccaggio
  2. Combustione
  3. Estrazione delle scorie
  4. Recupero energetico
  5. Trattamento dei fumi
Stoccaggio e combustione

I rifiuti vengono portati nell'impianto di termovalorizzazione dove, dopo essere stati depositati in un'apposita area di stoccaggio, vengono trasferiti nella sezione di combustione. Qui i rifiuti subiscono tre processi in diverse zone: nella prima zona i rifiuti sono sottoposti a essiccamento, accensione e precombustione; nella seconda zona si completa la combustione delle sostanze volatili ottenute nella prima zona; nella terza si realizza la trasformazione dei residui in scorie e il trasferimento alla fase successiva.

Estrazione

Le scorie sono il residuo solido della combustione e corrispondono a circa il 15-20% del peso iniziale del rifiuto e circa il 5-10% del suo volume.

Recupero energetico

I fumi provenienti dalla camera di post-combustione, ad una temperatura di circa 950°C, attraversano una caldaia a recupero nella quale il calore da essi ceduto viene utilizzato per produrre vapore surriscaldato a pressione elevata. Tale vapore può essere impiegato per usi industriali o civili attraverso il teleriscaldamento o trasformato in energia elettrica da inviare alla rete elettrica.

Trattamento dei fumi

La composizione dei fumi dipende sia dalle condizioni di combustione che dalla tipologia dei rifiuti introdotti. Dopo la fase del recupero energetico i fumi contengono biossido e monossido di carbonio, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, acido cloridrico, metalli pesanti e altri composti aromatici.
L'impianto di trattamento dei fumi ha lo scopo di abbattere i macroinquinanti gassosi, (per es. NOx, HCl, SOx, HF ..) il particolato solido (polveri) e alcuni microinquinanti, quali diossine, furani, IPA, metalli pesanti.

schema_trmvl

Criteri di localizzazione

La scelta del sito in cui verrà costruito il termovalorizzatore dipende da molti fattori definiti dalla normativa nazionale e da indagini svolte sia a livello provinciale sia comunale.
Di preferenza si considerano le aree con destinazione urbanistica a zone industriali o servizi tecnologici.
La procedura di scelta del sito si effettua a livello provinciale definendo delle ipotesi alternative di localizzazione a cui segue lo studio di impatto ambientale, a livello locale comunale o intercomunale.
Questa è basata su criteri oggettivi di comparazione definiti dal piano provinciale di gestione dei rifiuti. Per gli impianti di termovalorizzazione, come per gli impianti di discarica, sono stati definiti fattori escludenti, penalizzanti e preferenziali.

Sono stati considerati i fattori ambientali legati a:

aspetti urbanistici:

la presenza di aree artigianali e industriali già esistenti o previste dalla pianificazione territoriale

protezione della popolazione dalle molestie:

distanza dalle aree residenziali e da funzioni sensibili

usi del suolo:

aree agricole e di pregio

caratteristiche meteoclimatiche:

calma di vento e stabilità atmosferica. Si preferiscono quei siti in cui le condizioni climatiche, che favoriscono il ristagno degli inquinanti, quali calma di vento e stabilità atmosferica, non si ripetono spesso

aspetti logistici:

dimensioni e morfologia dell'area

vicinanza alle aree di maggiore produzione dei rifiuti

dotazione di infrastrutture: una buona viabilità locale e la facilità di accesso riducono i disagi delle popolazioni residenti in prossimità del sito

distanza da infrastrutture:

tutela da dissesti e calamità:

aree esondabili

protezione delle risorse idriche, di beni ambientali, paesaggistici, artistici, archeologici, storici e paleontologici:

visibilità da aree di pregio

controlli ambientali:

reti di monitoraggio. La preesistenza di una rete di monitoraggio della qualità dell'aria o di controlli su altre componenti ambientali costituisce una caratteristica preferenziale

presenza di fattori di degrado:

aree industriali dismesse: il loro utilizzo consente di mantenere stabili i livelli di qualità di aree integre e di sfruttare aree destinate a subire un progressivo degrado

Ogni processo che comporti un flusso di materia in ingresso e ne ricavi uno in uscita, produce anche un flusso di scarto: l'impianto di termovalorizzazione mira ad ottenere calore ed energia dal rifiuto, ma genera anche un certo quantitativo di scorie inerti, di cui è indispensabile tener conto.
Il sistema integrato di smaltimento prevede un insieme d'impianti volti alla realizzazione degli obiettivi di riciclaggio e di recupero energetico.
L'anello finale dell'intero processo è rappresentato dalla discarica a servizio del termovalorizzatore.
Il ridotto flusso di materia destinato alla discarica e le sue caratteristiche chimico-fisiche consentono di diminuire in maniera drastica alcuni dei problemi legati all'interramento del rifiuto indifferenziato in discarica, quali quelli legati al trattamento del biogas e del percolato, favorendo così una gestione più compatibile con l'ambiente.
Inoltre la diminuzione dei flussi in ingresso permette di sfruttare per un tempo più lungo l'impianto e di risparmiare lo spazio destinato allo smaltimento dei rifiuti. Il risultato è quindi una discarica più piccola e più compatibile con l'ambiente per chiudere in sicurezza l'intero processo integrato di gestione dei rifiuti.

Perciò perciò  nella  nostra zona e impossibile costruire un TERMOVALORIZZATORE

 

 

 

postato da: BrunoFormisano alle ore 18:08 | Permalink | commenti (1)
categoria:igiene ambientale
domenica, 13 gennaio 2008

E’ auspicabile una legge che vieti le critiche fini a se stesse e che obblighi i censori a dare le loro soluzioni ai problemi. Un adagio popolare, uno di quelli che è indice di saggezza, recita così per definire alcuni personaggi, che litigano tra loro, di poco spessore, di poca intelligenza e soprattutto di scarsa qualità: “Sembrate i galli che lottano. Per quanto riguarda l’immondizia, il materiale è abbondante e, purtroppo, anche di galli il numero, ormai, è in preoccupante esubero”. Il problema immondizia, come abbiamo già detto in passati comunicati, non sarà mai in via di risoluzione, sei  galli continuano a cantare in orari che non coincidono con il sorgere del sole. Tra uomini “mascherati” e sindaci che desiderano tornare in pista la situazione è a dir poco tragico-comica. In questi ultimi tempi se ne vedono di tutti i colori, prolificazioni incontrollate di comitati, che contano meno di mille abitanti, tutto per conquistare il merito della “soluzione” ai problemi, pur di non ricevere qualche sacchetto a perdere e soprattutto a non perdere consensi da parte della popolazione che spesso, a mo di gregge, segue gli ambientalisti di turno che, confonde biomasse con masse elettorali e Co2 con un girone del campionato di calcio dilettanti. E’ arrivata l’ora di finirla! un decreto legge che faccia obbligo a tutti coloro che criticano le soluzioni a un qualsiasi problema, di fornire soluzioni alternative, “ululare alla luna” non serve! Criticare per il semplice “gusto” di criticare serve a niente! Tra farfalle che sognano la rinascita di un territorio e mascherine sanitarie che nascondono volti noti che la loro inefficienza è stata già ampiamente dimostrata, la città di Boscotrecase Si propone un’assemblea aperta e permanente a tutti, con lo scopo di ascoltare la gente e gli esperti, quelli veri, per giungere ad una soluzione morale e civile del problema rifiuti. La politica, ad eccezione di qualche mosca bianca, ancora una volta sta dando l’immagine peggiore di se! Si cavalca l’onda lunga della contestazione popolare per guadagnare un “posto al sole” ma non si collabora, in maniera seria, alla soluzione dei problemi. La gente, quella che al mattino va a lavorare per sopravvivere, che non ha scorte costosissime o un tenore di vita elevatissimo rispetto alle capacità dimostrate, ne ha “piene le tasche” e ne ha pieni i cassonetti. Se per la entrante settimana, lo scempio ambientale e politico che stiamo vivendo non sarà eliminato, è opportuno che tutte le forze sane del nostro territorio si organizzino e facciano, in maniera intelligente, una grossa protesta popolare, solo così alla guida di questa povera macchina amministrativa, si potrà collaborare con  “persone serie” Ci auguriamo che se le nostre “eko..balle” riusciranno a raggiungeranno le discariche  insieme ….alla Maggioli.... eredità contesa...... saranno  inviati  anche i pennuti  belligeranti!

postato da: BrunoFormisano alle ore 11:47 | Permalink | commenti
categoria:legalita, igiene ambientale
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