venerdì, 11 gennaio 2008

Leggo in giro per i blog di giovani che sono stanchi di vivere, sono annoiati e sono contro il mondo intero. Attribuiscono la colpa alla società o hai genitori  per i loro disagi, che non sono capiti.
Ma porcaccia la miseria sono stato giovane anch’io e nonostante si viveva nella miseria, dai genitori si prendevano solo calci in culo, la scuola era quello che era e non si aveva tutto quello che c’è oggi, non ho mai incolpato nessuno, ho imparato ad apprezzare la solitudine, mi sono creato assieme ad altri amici giochi per non annoiarci, per ritrovarci al bar a bere lo spumino, potevamo permetterci solo quello, usavamo la bicicletta che era pure scassata, e senza lamentarci con nessuno. Non avevamo il telefonino per chiamare la ragazza ogni 5 minuti, eppure non mi sentivo lasciato solo. Se non si mandano un messaggino ogni 2 minuti si sentono abbandonati, cadono in depressione per poi riprendersi appena arriva il messaggio. Non è perché hanno troppo? Perché quello che hanno non se lo devono sudare? Avere le cose senza un minimo di fatica per guadagnarsele non si corre il rischio di non gioire per l’obiettivo raggiunto?

(Ing. Francesco De  Maria)

postato da: BrunoFormisano alle ore 08:02 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    06 Ottobre 2009 - 11:12
 
caro Ingegnere forse è vero che quando eravamo piccoli noi non avevamo niente ed eravamo molto più felici di quanto non lo siano i giovani di oggi , ma noi a differenza loro avevamo la speranza di riuscire in qualcosa. Speranza che, grazie alle nostre generazioni che hanno sempre e solo pensato a speculare su tutto e su tutti, gli abbiamo negato, li abbiamo fatti crescere in una società che non gli offre aspettative e adesso cosa pretendiamo da loro? Se fossimo cresciuti in questa generazione avremo i loro stessi problemi, facciamo un mia culpa e cominciamo a costruire quello che abbiamo distrutto e vedremo sicuramente dei risultati anche nei nostri figli.
utente anonimo

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