martedì, 29 settembre 2009
'Il 25 settembre 2001 il governo Berlusconi vara il decreto del ministro dell'Economia Giulio Tremonti numero 350 sul rientro dei capitali detenuti all'estero: quelli illegalmente esportati, ma spesso anche illegalmente accumulati. Dietro la definizione di "scudo fiscale" si cela una realtà preoccupante. Chiunque vorrà rimpatriare i capitali parcheggiati oltre frontiera potrà farlo, depositandoli presso una banca italiana, che funge anche da "mediatore": cioè trattiene, per conto dello Stato, una modica cassa del 2,5 per cento e rilascia al cliente una "dichiarazione riservata" di ricevuta. Ma la novità più ghiotta è l'assoluto anonimato garantito a chi compie l'operazione: un regalo che non ha precedenti nella storia delle decine di provvedimenti di condono e amnistia che costellano la storia d'Italia del dopoguerra. Questo "monumento all'evasore ignoto", come lo definisce il senatore Zancan, preoccupa non poco la magistratura, che vede spalancarsi praterie incontrastate per il lavaggio - ormai legalizzato - del denaro sporco. Il procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, parla esplicitamente di "riciclaggio di Stato" e di "ricettazione istituzionalizzata":
'Chiunque abbia accumulato denaro attraverso non solo l'evasione fiscale, ma anche il traffico di droga, di armi, di esseri umani, il sequestro di persona e cosi via, e fino a ieri lo teneva nascosto non potendo giustificarne il possesso, potrà ora riportarlo alla luce, pagando appena il 2,5 per cento, e spenderlo o investirlo come meglio crede. Lo Stato gli garantisce un riciclaggio a prezzi modici e in forma anonima. Il riciclatore ottiene anche una dichiarazione riservata, da esibire in caso di controlli della Guardia di finanza. Ma la nuova legge è anche un formidabile condono fiscale mascherato, e a prezzi stracciati: non vedo cosa potrà impedire a qualsiasi evasore italiano di portarsi all'estero il nero, depositarlo su un conto qualsiasi, e farlo rientrare il giorno dopo con tanto di dichiarazione riservata e pagando il suo bravo 2,5 per cento, anzichè le aliquote previste per i comuni cittadini, che per certe cifre arrivano anche al 50 per cento. Qualsiasi delinquente potrà trasferire all'estero il suo bottino e poi farlo virtuosamente rientrare, pagando una modica somma e liceizzandolo ipso facto. Ma la cosa più grave è che si rischia di innescare un circuito criminogeno. Evasori e altri delinquenti approfitteranno dell'occasione per rifarsi una verginità fiscale e sociale; e subito dopo cominceranno a darsi da fare per evadere e delinquere con rinnovato entusiasmo. In attesa di un nuovo scudo.'
Il governo e la maggioranza giustificano lo "scudo fiscale" con la necessità di "far riemergere il sommerso" e al contempo "riportare denaro fresco in Italia" con notevoli benefici anche per l'erario. Ma alcuni osservatori fanno notare la coincidenza fra il provvedimento e uno dei processi che vedono imputato il presidente del Consiglio, accusato di aver nascosto all'estero oltre 1500 miliardi di lire. Nulla di più che una coincidenza.'
25 settembre 2009
30 settembre 2009
3° scudo fiscale Governo Berlusconi
ritornano i soldi lavati con OMO
 
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categoria:politica, legalita
mercoledì, 23 settembre 2009
DI PIETRO SERRA LE FILE DELL'IDV: "NON DELUDIAMO L'ELETTORATO E RICOSTRUIAMO IL CENTROSINISTRA CHE HA FALLITO"
"Niente peste e corna su Berlusconi, ma il rilancio delle nostre proposte programmatiche e l’impegno per la costruzione, attorno a noi, di una vera alternativa di governo". Se l’apertura era stata per la stragrande maggioranza incentrata sull’'antipremier' la chiusura è nel segno dell’'orgoglio' per quello che oggi rappresenta l’Italia dei Valori. La  chiusura a Vasto della tre giorni di incontri e approfondimenti tematici nell’ambito della quarta festa nazionale del partito. Nel gremito Palazzo d’Avalos, sia nel cortile che negli spazi esterni. E Di Pietro gongola: "A Vasto, quest’anno, e iniziato il percorso della costruzione di una credibile alternativa di governo e la prima grande soddisfazione è perché davvero stiamo contribuendo al ricambio generazionale della classe politica. Pensate a quello che è accaduto in Sicilia dove la nostra azione ha consentito qualche mese fa anche ad altri partiti di proporre esponenti di alto profilo e penso a Rita Borsellino. L’Italia dei Valori, oggi, è una forza di livello, credibile, il valore aggiunto di una proposta seria e concreta". Il leader dell’IdV, tracciando un consuntivo dell’appuntamento vastese, ha voluto sottolineare gli incontri di sabato  pomeriggio e "l’unico cuore che batteva insieme a Salvatore Borsellino, a Sonia Alfano a Genchi e De Magistris. Un cuore grande e pulsante sui temi della legalità, della giustizia, della libera informazione". E qui il dito ancora affonda. "Pensate se l’intervento di Salvatore Borsellino fosse stato trasmesso al posto di uno dei tanti ’Porta a Porta’. E invece no. E magari se avessi invitato qui D’Alema, Casini, Cicchitto ci sarebbero state tutte le televisioni a riprendere il nostro ’cazzeggio’". Poi desidero  sottolineare i di diversi aspetti cari al partito: la difesa e l’ulteriore diffusione della ‘rete’, con l’avvicinamento dei giovani a questa realtà libera e di crescita ed un rinnovato impegno per le riforme istituzionali e tra queste una nuova legge elettorale che restituisca il potere di scelta dei propri rappresentanti al cittadino. Sul tema delle alleanze politiche stop convinto alle……'curiosità terzopoliste'. "Nessun tentennamento - dice Di Pietro - siamo a favore e continueremo a sostenere il bipolarismo e a chi amoreggia con il terzo polo chiudiamo le porte. Ma c’è bisogno di costruire una proposta attorno ad un programma con al centro la difesa degli italiani perbene e gli italiani perbene non sono né di destra né di sinistra". Ancora una volta la rivendicazione della 'vera opposizione'. "Guadagniamo consensi e si arrabbiano con noi perché facciamo troppa opposizione - dice riferendosi alle frizioni interne con altri partner del centrosinistra - senza pensare agli errori che hanno commesso ed ai motivi per i quali continuano a perdere voti. Un nostro impegno - ribadisce - sarà quello di ricostruire questa alleanza, sulla base dell’individuazione, innanzitutto, di candidati seri, credibili, gente della società civile, persone che meritano di crescere e di mettersi a disposizione. E dico non candidati della sola Italia dei Valori vogliamo sostenere. Ma ci sono tanti italiani di valore che possono interpretare il cambiamento. Non siamo una forza residuale, e lo abbiamo dimostrato. Vogliamo essere promotori e protagonisti del cambiamento. In Campania, Puglia, Calabria e Abruzzo - tuona -….. Il centrosinistra ha fallito. E siamo orgogliosi di non aver partecipato a quei governi regionali. Chiediamo a noi e alla coalizione comportamenti seri". Serriamo  le file del nostro e vostro partito. "Non dobbiamo deludere l’elettorato. Vogliamo rappresentare la parte perbene di questo Paese. Siamo vicini ai deboli, ai precari della scuola, alle piccole e medie imprese in sofferenza, ai lavoratori che non hanno più rappresentanza. Ci aspettano momenti difficili ed impegnativi. Ma siamo pronti a raccogliere questa sfida".
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domenica, 20 settembre 2009

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Per quelli che "realmente" vogliono cambiare tutto e tutti e pretendono il ripristino di una politica seria e vera.
Italia dei Valori: una realtà, non una semplice alternativa
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Il silenzio, il sondare, il capire. E' arrivato il tempo di incontrarsi,  di parlare, conoscersi, organizzare.
IDV Boscotrecase è in procinto di eleggere, per la prima volta a Boscotrecase, il direttivo del partito e per non proporvi un "pacchetto" già confezionato vuole pubblicizzare l'evento "prima", in modo che chiunque voglia impegnare un po' del suo tempo e contribuire con le sue capacità possa' proporsi per svolgere attivamente vita di partito.
Unici requisiti richiesti: onestà e amore per il territorio. Se siete sprovvisti anche di uno solo di questi, vi preghiamo di astenervi, anche perché non percorrereste molta strada.
Il coordinatore
Bruno Formisano
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categoria:politica
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