Come annunciato nella cerimonia il 21 marzo è dedicato all’«educazione alla convivenza civile, alla partecipazione e alla cultura della legalità», perché le scuole siano luoghi privilegiati di esercizio della tolleranza, di rispetto dei diritti umani, di pratica della democrazia, di apprendimento delle diversità e della ricchezza delle identità culturali, per formare un cittadino solidale e responsabile. I valori richiamati hanno accompagnato in questo giorno il processo di sensibilizzazione dei soggetti impegnati a vario titolo nell’educazione dei giovani, trovando nell’idea della scuola un punto di incontro e un modo efficace per renderli immediatamente visibili e praticabili.
I temi dell’educazione alla legalità, alla partecipazione attiva e responsabile di studenti e studentesse alla vita sociale e scolastica."L'educazione alla legalità si pone non soltanto come premessa culturale indispensabile ma anche come sostegno operativo quotidiano, poiché soltanto se l'azione di lotta sarà radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, essa potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza, di programmata risposta all'incalzare temibile del fenomeno criminale.”. Infatti, educare alla legalità vuol dire in primo luogo praticarla: le regole non devono essere presentate come puri comportamenti obbligatori, ma devono essere vissute con consapevolezza e partecipazione. La prima Istituzione con cui ci confrontiamo è la scuola. Il primo volto che lo Stato assume è quello dei nostri maestri e insegnanti. Le prime "leggi" che ci insegnano a rispettare sono quelle legate alla disciplina scolastica.
Ecco perché la scuola è il terreno adatto per parlare di legalità.
Anche gli insegnanti, non solo gli studenti, devono rispettare regole precise. A scuola ciascuno comprende di avere diritti e doveri. E impara a rispettare la libertà degli altri.
Perché, in definitiva, la legalità è sì rispetto delle leggi, ma è soprattutto rispetto della libertà e della dignità degli altri.
Ma accanto a tutto ciò, un ruolo altrettanto importante, oggi, lo svolge la Politica. La Politica che con i fatti, deve aiutarci a sconfiggere l’illegalità. E con i fatti non intendo dire roboanti dichiarazioni o stucchevoli manifestazioni nei giorni degli anniversari; ma concreti atti che danno alle giovani opportunità di lavoro, quindi la naturale alternativa alla manovalanza criminale, al clientelismo: in una parola, alla camorra
Su questi temi i docenti delle scuole dell’obbligo di Boscotrecase ( SMS Cardinale G. Prisco e Circolo Didattico ) sotto la supervisione dei due dirigenti scolastici hanno dato vita al concorso Legalità ….Illustrata disegnata dagli alunni e a loro i premi di tali lavori spettano
Nel corso dell’incontro si proposto ai ragazzi di creare dei laboratori nella loro scuola dove confrontarsi sui temi della legalità per poter poi avanzare proposte all’attenzione degli amministratori Una campagna fatta di proposte concrete, di ascolto, di progetti da realizzare nel breve, nel medio e nel lungo termine. Per il bene e la legalità nel nostro paese. Tutto ciò la Segreteria Dell’Italia dei Valori di Boscotrecase, insieme al consigliere Sig, Ciro Raiola chiede la collaborazione di tutti gli altri circoli, e associazioni civili e religiose di farsi carico insieme a far parte integrante di un osservatorio per la legalità nel nostro Paese e fare del 21 marzo di ogni anno futuro il giorno del ricordo della memoria per i delitti della camorra, come già esiste in Sicilia per i delitti di mafia (Ass. Libera). Ringrazio i docenti delle scuole i Direttori didattici, il Presidente del Tribunale di Torre Annunziata, la dott. Ornella della Libera, Il Prof Espedito De Marino, il Dott Antonio Gagliardi, il Dott Catello Pane, Il consigliere dott. Aniello Federico, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, sig. Aiello Principio, e tutti coloro che per varie ragioni non sono stati tra noi come il sig. Sindaco dott. Nunzio Manzo, il comandante della stazione CC. Trecase MM Antonio Marletta, il Comandate FF dei Vigili Urbani,e i genitori degli alunni
E non può mancare il mio e il nostro più vivo grazie a tutti gli alunni che hanno partecipato e allietato con i loro lavori e con sorrisi le domande sulla legalità.