Ci sono un sacco di chiacchiere in giro su chi sarà il prossimo sindaco Di per sé niente di male, anzi, se fosse tutta la città a parlarne, semplicemente anche solo a chiacchierarne, non sarebbe che un sintomo di attiva vita civica. mi induce a sospettare che, al momento, è più una roba di accesa vita politica che di vivace vita civica; e vogliate scusare se in questo modo stabilisco una certa distanza tra cittadinanza e politicanza. Di fatto le voci, i commenti, le confidenze, le illazioni sui prossimi tre o quattro sindaci della città. Devo dire ( in napoletano) a chi “ ciunciunià',ogne iuòrno (1)”, mi ha seccato e turbato. Non sono in particolare i nomi, il chi, a infastidirmi, ma il come e il perché. Alcuni dei “chi” sono per me solo dei nomi, nomi propri di persone che conosco appena e su cui non posso e non voglio dare giudizi. Ma conosco bene la natura del “come” e del “perché”. Escludendo il fatto che le persone che mi “ciunciunià',ogne iuòrno” siano tutte personalità astiose e perverse, malelingue diffidenti e ingenerose, ne deduco che la politica, i partiti della politica, il potere dei partiti sulla politica, stiano predisponendo le proprie scelte in un modo vagamente laido e propriamente sconveniente. Sento parlare di ignegneria del potere, di strategie per “stare sul sicuro”, per garantire gli equilibri, per neutralizzare gli indesiderabili. Ciò che rende inoffensiva la città, la civitas;. Per esempio proponendo un solo candidato per partito, dove il candidato il partito se lo sceglie là dove si sente al sicuro e ben protetto anche dagli spifferi d'aria che potrebbero giungere dalla città, dalla civitas, dalla strada, dal mondo. Qualcosa che assomiglia alla via laotiana verso una cauta apertura alla democrazia: “ciunciunià',ogne iuòrno” che meglio sarebbe un sindaco della Margherita, quel tal sindaco della Margherita. “ciunciunià',ogne iuòrno” che meglio sarebbe un sindaco dei Ds, quel tal sindaco dei Ds, ecc., ecc., e nello spifferarmi le ragioni non ne ho colta una che facesse riferimento a qualcosa che io potessi capire prima ancora che condividere. Ho conosciuto nella mia vita dei buoni sindaci e assessori nutriti di splendide idee, sul sociale e per il sociale. Per questo dico vero e non loquace, non fantasioso. Un vero sindaco è come un vero uomo e o una vera donna: che hanno a cuore il proprio paese, li si riconosce da come costruiscono la propria e l'altrui vita; da come creano le idee non da come le inseguono, da come mettono su la propria casa (COMUNE) e da come la abitano.
Dico tutto questo avendo a disposizione null'altro che un voto. Un unico, miserabile, ininfluente voto.
(1) ciunciunià',ogne iuòrno = chiacchiera ogni giorno








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