mercoledì, 21 febbraio 2007

Ci sono un sacco di chiacchiere in giro su chi sarà il prossimo sindaco Di per sé niente di male, anzi, se fosse tutta la città a parlarne, semplicemente anche solo a chiacchierarne, non sarebbe che un sintomo di attiva vita civica. mi induce a sospettare che, al momento, è più una roba di accesa vita politica che di vivace vita civica; e vogliate scusare se in questo modo stabilisco una certa distanza tra cittadinanza e politicanza. Di fatto le voci, i commenti, le confidenze, le illazioni sui prossimi tre o quattro sindaci della città. Devo dire (  in napoletano)  a chi “ ciunciunià',ogne iuòrno (1)”, mi ha seccato e turbato. Non sono in particolare i nomi, il chi, a infastidirmi, ma il come e il perché. Alcuni dei “chi” sono per me solo dei nomi, nomi propri di persone che conosco appena e su cui non posso e non voglio dare giudizi. Ma conosco bene la natura del “come” e del “perché”. Escludendo il fatto che le persone che mi “ciunciunià',ogne iuòrno” siano tutte personalità astiose e perverse, malelingue diffidenti e ingenerose, ne deduco che la politica, i partiti della politica, il potere dei partiti sulla politica, stiano predisponendo le proprie scelte in un modo vagamente laido e propriamente sconveniente. Sento parlare di ignegneria del potere, di strategie per “stare sul sicuro”, per garantire gli equilibri, per neutralizzare gli indesiderabili. Ciò che rende inoffensiva la città, la civitas;. Per esempio proponendo un solo candidato per partito, dove il candidato il partito se lo sceglie là dove si sente al sicuro e ben protetto anche dagli spifferi d'aria che potrebbero giungere dalla città, dalla civitas, dalla strada, dal mondo. Qualcosa che assomiglia alla via laotiana verso una cauta apertura alla democrazia: “ciunciunià',ogne iuòrno” che meglio sarebbe un sindaco della Margherita, quel tal sindaco della Margherita. “ciunciunià',ogne iuòrno” che meglio sarebbe un sindaco dei Ds, quel tal sindaco dei Ds, ecc., ecc., e nello spifferarmi le ragioni non ne ho colta una che facesse riferimento a qualcosa che io potessi capire prima ancora che condividere. Ho conosciuto nella mia vita dei buoni sindaci e assessori nutriti di splendide idee, sul sociale e per il sociale. Per questo dico vero e non loquace, non fantasioso. Un vero sindaco è come un vero uomo e o una vera donna: che hanno a cuore il proprio paese, li si riconosce da come costruiscono la propria e l'altrui vita; da come creano le idee non da come le inseguono, da come mettono su la propria casa (COMUNE) e da come la abitano.

Dico tutto questo avendo a disposizione null'altro che un voto. Un unico, miserabile, ininfluente voto.

(1) ciunciunià',ogne iuòrno = chiacchiera ogni giorno

postato da: BrunoFormisano alle ore 14:15 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 20 febbraio 2007

Nel sollecitare l’iniziativa politica diciamo chiaramente, che essa dovrà basarsi “sull’opzione zero” e cioè non si devono avere pregiudiziali di partenza, si deve discutere di tutto: delle problematiche ambientali, sanitarie, economiche e progettuali. ma sicuramente una condizione deve valere per tutti: si potrà fare solo ciò che emergerà dai risultati di una “vera” valutazione di impatto ambientale preliminare a qualsiasi lavoro e sul progetto definitivo dell’opera.

Secondo elemento “dell’opzione zero” e che non può essere presa in considerazione una sola possibilità:  (Margherita che frena alla sua unica scelta)  senza pensare tutte le possibili soluzioni, anche alternative, esse dovranno essere analizzate e vagliate con pari dignità. 

 Da tempo sto riflettendo e “monitorando” la situazione molto incasinata della politica boscotrecanese. Il fatto che  all’argomento è dovuto principalmente alla verificata  di discutere serenamente pur   avendo pensieri ed ideologie differenti. Premetto che non sono così pessimista e al momento mi sembra di percepire nel Paese qualche piccolo, piccolissimo cenno di ripresa. Chiaro, chi sperava in governi dalla bacchette magica e strenne natalizie cariche di doni, bonus e quant’altro è rimasto giocoforza deluso ma io vi confesso di non esser stato tra questi. Ormai a Babbo Natale personalmente non ci credo più da anni, sotto i cavoli ho guardato e non c’è nulla insomma, sono molto scettico sui “miracoli”. Sicuramente la voglia di cambiamento nel Paese  è molta, mentre la pazienza e la voglia di credere nelle politica è ormai ai minimi storici (e nessuno può dar torto a chi la pensa così ndr). Riflettendo sono giunto alla conclusione che a mio avviso uno dei mali maggiori della politica boscotrecasnese sia la totale e completa mancanza di dialogo diretto con i cittadini, che dovrebbero avere un’importanza di venire considerati non solo in periodo di elezioni. Non mi riferisco alla comunicazione modello “spot” che vediamo sui Blog, (Essi servono per esprimere pareri eonde dare risposte. Ma in essi c'è solo risentimenti e dialoghi sterili; non come vuole l’interpretazione  del buon Carmine; il quale vede solo espressione di riserve mentali di chi sempre si nasconde tra le righe) e  legge articoli sulle testate dei giornali cittadini e nazionali parlare del nostro Paese e della politica e interpretandoli, a loro esclusivo piacere e non documentandosi. 

 

postato da: BrunoFormisano alle ore 13:29 | Permalink | commenti
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martedì, 20 febbraio 2007

L’azione politica viene dai bisogni più autentici e vitali dell’essere umano. Essa si base su ragioni etiche di scelte ideali senza limiti, ma anche l’impegno politico esso è animato da uno spirito ludico e disincantato, da una sincera passione di piacere e speranza assieme, da un motivo di ricerca della felicità che appaghi un persona umana. In tal senso essa e l’espressione della volontà e della libera creatività dell’animo umano, che si realizza nel confronto interpersonale, nella pacifica convivenza sociale e nella dialettica democratica. Inoltre, e un mezzo di aggregazione e di partecipazione sociale, uno strumento concreto, diretto e corale per concorrere e intervenire sui processi decisionali che interessano l’intera collettività.  Una modalità di socializzazione tra gli individui. Oggi purtroppo, l’antico valore della politica s’è perso e consumato del tutto, soprattutto nel nostro Paese avvolto nell’involucro protettivo di una falsa “democrazia”, che rappresenta un modo per ingannare la gente con il consenso della gente stessa. Questo senso della politica si è ormai deteriorato, tralignando nella più ignobile e squallida “professione”, ovvero nell’esercizio del potere riservato a pochi “addetti ai lavori”, ai d……………. della politica di Piazza. La politica  (con la “P” maiuscola), si è totalmente svuotata di senso ed è oggi concepita e praticata solo per appropriarsi ed impadronirsi della città e delle sue risorse, umane, materiali e territoriali, per loro, una carriera da intraprendere e percorrere per mettere le  proprie luride mani sui beni e sulle ricchezze delle misero casse del  bilancio economico del Comune, il quale appartiene a tutti. Quindi deve essere gestito direttamente dalla comunità dei cittadini. perché questo l’attuale soggetto sociale organizzato da un gruppo di volenterosi che cercano, di dare un imbout a regole metodi, scelte e vera Politica.  Ecco che il recente incontro, organizzato, (da un gruppo dei Volenterosi) ha suscitato molto interesse, non per i temi trattati, ma per polemizzare e sui contenuti e sulle scelte, che lo stesso gruppo sta operando. Molti non fanno che dare consigli ed esclamazione deleterie sulle persone che non sono state per niente nominate. Si è cercato di scoprire le “parole nuove” e concretizzarle per formare qualcosa di puerile per chiacchiere di comare. Signori  non nascondetevi dietro ad un sentito dire e del  fare  accusatorio. La politica non deve essere deleteria ma costruttiva. Per far si ché questo attuale soggetto sociale possa andare avanti e possa conquistare il privilegio esclusivo ed il placet del   Paese.  Andiamo avanti senza riserva perche siamo nel giusto

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mercoledì, 14 febbraio 2007

Non pensate  di fare del torto a quelli che sono stati seduti al loro posto scambiandosi i ruoli secondo le sedia " al loro dire , hanno fatto  il loro dovere "  hanno solo dato una politica sterile al Paese.  Rendendo lo stesso più addormentato del solito.  Cos’è l’amministrazione senza la politica? E’ fare scelte senza valori di riferimento, senza la visione d’assieme necessaria perché la città dell’uomo sia completa. Parlare di politica vuol dire parlare dell’uomo, di lavoro, istruzione, salute, vita, morte, famiglia, ambiente, sviluppo, sicurezza Per realizzarsi totalmente come uomini è quindi necessario sporcarsi le mani con la politica: escludere la politica dalla propria vita significa trascurarne una parte fondamentale. La domanda ora è: "Perché tirarsi indietro?" Spero che la pigrizia, i panem et circenses, non ci portino a fare come "Chi si nasconde con protervia dietro un dito, non prende parte, non si sbilancia, scegliendo a caso a seconda del tiramento del momento, badando però prima a riempirsi la pancia" (cito a memoria un noto cantautore). D’altronde ognuno di noi dovrà fare politica: votando per l’uno o per l’altro o stando a casa Il più grande rischio è l’astensionismo: perché lasciare che qualcun altro scelga per noi? Solo per non fare la fatica di informarsi, e mettersi in discussione? Secondo me è necessario che ognuno si informi, si faccia un'idea, magari si turi il naso, e scelga da che parte stare (Meglio scegliere la parte sbagliata che non scegliere). Gli "uomini liberi e forti" devono trovare il coraggio per impegnarsi in prima persona, con l’obiettivo di garantire a tutti il proprio impegno per un futuro migliore, senza farsi prendere dalla tentazione di salire sul carro dei vincitori, ma lottando per ciò che "sentono" di essere nel giusto.

postato da: BrunoFormisano alle ore 21:38 | Permalink | commenti
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